Nel lasciare la Germania…

Qualche riflessione sul perché delle cose…

…sull’insegnamento della Matematica…e su altre  cose banali come chiedersi “perché?”

Durante la seconda settimana il clima è più disteso, i colleghi tedeschi delle materie scientifiche appaiono meno ‘diffidenti e sospettosi’, alcuni mi avvicinano e si rendono disponibili ad essere osservati. Il problema ora è quali scegliere per non offenderli…in diversi casi devo contattare i colleghi inseriti nel mio schedule e spiegare loro che li osserverò solo per un periodo perché in quello successivo sono stata invitata da un altro collega. Claudia, Antje, Mechthild, Herr Hoffmann, Herr Hinterleinter, Herr Westphal mi danno il loro orario e mi invitano ad assistere alle loro lezioni…il problema è che molte si sovrappongono…in ogni caso, riorganizzo lo schedule in modo tale da osservare ciascuno di loro almeno una volta.

Lo schema delle lezioni delle discipline scientifiche, impartite tutte in lingua tedesca, è simile. Ripasso della lezione precedente e correzione esercizi, lezione frontale partecipata, esercitazione sull’argomento introdotto. L’ultima fase avviene in modi diversi, alcuni docenti si sono adeguati a quanto richiesto dal Senato di Berlino, cioè lavoro di gruppo e pochi compiti assegnati a casa, altri invece chiamano alla lavagna uno o due studenti e quelli al posto possono fare domande sugli esercizi e gli studenti alla lavagna, guidati dal docente, rispondono ai quesiti e assegnano compiti per casa.

All’AEO e nella scuola tedesca, la matematica appartiene, insieme al tedesco e all’inglese, alla triade delle materie ‘untouchable’, cioè importanti e fondamentali per la formazione dello studente. I docenti di matematica e delle materie scientifiche sono preparati e molto rispettati dagli alunni. Il livello della prova finale di matematica dell’Abitur è alto e sovrapponibile alla prova di matematica dell’Esame di Stato di liceo scientifico in Italia.

Durante le ore di lezione con Antje ho assistito alla correzione di una prova di matematica dell’Abitur del 2016. La collega mi spiega che da alcuni anni, ogni problema dell’Abitur contiene una parte in cui si chiede di argomentare, motivare, spiegare un procedimento matematico esplicitato nella prova. Chiedo: perché? Risposta: perché ci stiamo rendendo conto che gli studenti sanno ‘fare’, ma non sono capaci di spiegare e motivare ciò che fanno, qual è il ragionamento che giustifica il ‘saper fare’. Credo che la risposta alla domanda ‘a cosa serve dimostrare’, il collega tedesco l’abbia davanti ai propri occhi, scritta nero su bianco nelle prove dell’Abitur.

In nessuna di queste discipline vengono dimostrati i teoremi e le proprietà matematiche affrontate, vengono semplicemente enunciati e poi applicati. Un collega mi chiede: ma a cosa serve agli studenti conoscere la dimostrazione? Per me la risposta è scontata, banale:  ad acquisire consapevolezza di ciò che si sta facendo, a ragionare, ad acquisire competenze di livello superiore, ad imparare che ‘qualcuno’ nel passato si è posto il problema, come lo ha risolto e quali prospettive ha aperto per lo sviluppo del sapere scientifico-matematico. Ai miei studenti racconto sempre qualcosa dei matematici che danno il nome a importanti teoremi, alle regole dell’algebra e dell’analisi matematica: Gauss il principe dei matematici, Cantor il padre della moderna teoria degli insiemi, Rieman a cui si deve la formalizzazione del calcolo integrale e la teoria della misura, Hilbert…e sono tutti tedeschi! Non so se ha capito, ma non ribatte, mi guarda stupito e ammirato (?) o semplicemente avrà pensato che non sono normale. Forse.

…sui Dipartimenti disciplinari…e su chi li coordina…

Intervistando e chiacchierando con i colleghi tedeschi e italiani scopro un aspetto interessante della scuola tedesca. I coordinatori dei dipartimenti, fanno parte dello staff del dirigente, hanno una riduzione d’orario e, per tutto il periodo dell’incarico, non sono docenti alla pari con gli altri. Rivestono un ruolo importantissimo: a loro devono essere consegnate le Klausur della Oberstufe (prove scritte che influiscono per 1/3 sulla valutazione finale dello studente), con griglie di valutazione e obiettivi, prima della somministrazione in classe e devono dare l’ok a procedere. Il docente le deve modificare se non rispettano i criteri stabiliti dal Senato di Berlino e dalla scuola. Dopo la somministrazione, la correzione e la valutazione da parte del docente della classe, le Klausur ritornano nelle mani del referente del dipartimento che dà il suo voto al test. Se le valutazioni non coincidono, chiama il docente col quale si confronta e discute fino alla formulazione di una valutazione condivisa.

sulla scuola bilingue…

L’AEO, oltre alle classi regolari, ha un profilo SESB (Scuola Europea Senato di Berlino), cioè ha classi bilingui di tedesco e italiano che conseguono l’Abitur. Le lezioni sono impartite in tedesco o in italiano, la prima lingua straniera è l’inglese, ma è possibile scegliere, come ulteriori lingue straniere, il francese e il latino.

Le materie insegnate in italiano sono: Storia, Geografia, Biologia e una materia a scelta tra Arte, Musica ed Etica. Tutte le altre materie sono impartite in tedesco.

Molte classi dalla settima alla nona sono composte da studenti di madrelingua italiana, la maggior parte nati in Germania, gli altri trasferiti dall’Italia dopo la scuola elementare. Dalla decima alla dodicesima i ragazzi italiani parlano il tedesco correttamente, ad eccezione di quelli venuti qui dopo aver frequentato la scuola in Italia fino al secondo/terzo anno di liceo.

Questa tipologia di studenti viene inserita nella ‘Willkommen Klasse’, un percorso di durata annuale, in cui la maggior parte delle ore è dedicata all’apprendimento della lingua tedesca. Al termine di questo anno, se lo studente raggiunge il livello B1 in tedesco, può rimanere in questa scuola, altrimenti deve cambiare scuola e percorso scolastico. Lo studente che dovesse raggiungere il livello B1 prima del termine dell’anno scolastico viene inserito in una delle classi regolari.

sul CLIL…

Questa mobilità mi ha dato l’opportunità di riflettere sull’insegnamento della matematica in tedesco in classi di studenti di madrelingua italiana e naturalmente sul CLIL, metodologia che qui è sconosciuta ma inconsciamente adottata da quei docenti (più unici che rari) che si sono posti il problema della difficoltà nell’acquisire concetti difficili in una lingua L2.

Antje si è rivelata particolarmente sensibile a questo aspetto, ci ha riflettuto e ha studiato negli anni alcuni approcci e soluzioni interessanti.

Nella classe in cui l’ho osservata, una ottava (terza media), esplicitamente chiede di non parlare tra loro in italiano, devono esprimersi solo in tedesco.

All’inizio di ogni lezione, nella fase di ripasso, divide la classe in gruppi di quattro, due devono voltare le spalle alla lavagna, due guardano il lucido proiettato.

I due studenti ‘vedenti’ pongono le domande scritte dall’insegnante in blu, i ‘non vedenti’ devono rispondere all’esercizio, alla domanda teorica…e i vedenti controllano la correttezza sul lucido proiettato. Poi Antje cambia il lucido e i ragazzi invertono i ruoli nel gruppo, così per 4 volte. I quesiti sono rapidi, i calcoli da svolgere sono semplici, perché in questa fase l’obiettivo principale è l’apprendimento della lingua attraverso il ripasso di concetti matematici noti. Poi inizia la lezione frontale, parla lentamente, fa ripetere agli studenti i vocaboli specifici su cui li corregge, mentre è più ‘free’ sulla correttezza grammaticale.

Gli altri colleghi che ho osservato nelle settime e ottave, non hanno adottato strategie particolari, semplicemente parlano in tedesco a prescindere dalla classe, se è composta da ragazzi prevalentemente di madrelingua italiana per loro non fa alcuna differenza, dato che matematica deve essere insegnata in tedesco.

Per concludere, Monica, la collega che insegna Biologia in Italiano, mi spiega che la correttezza linguistica nelle esposizioni orali per gli studenti madrelingua tedesca che scelgono Italiano come seconda lingua, incide pochissimo nella valutazione…ciò che conta è il contenuto e la preparazione.

…sul cellulare a scuola…

In nessuna classe fino alla decima si può utilizzare il cellulare a scuola, nemmeno durante le pause e nel cortile. In effetti non vediamo studenti con cellulari in mano. Gli studenti della undicesima e dodicesima classe possono utilizzarlo solo negli spazi esterni alla scuola. Questa è una decisione del Collegio dei docenti dell’AEO e non è una regola imposta dal Senato di Berlino.

Anche gli insegnanti sono tenuti a non utilizzare il cellulare in presenza degli studenti, nemmeno nei corridoi, ma solo in aula insegnanti.

…sul bidello che non c’è….

Qui non esiste la figura del bidello. Le pulizie vengono affidate a un’agenzia esterna che pulisce 2 volta la settimana e purtroppo si vede.

Al termine dell’ultima ora di lezione, il docente dovrebbe far pulire l’aula, con scopa e paletta, agli studenti e ricordare loro di mettere le sedie sui banchi. Ma questo sistema non funziona: non sempre il docente sa se in quell’aula ci saranno lezioni dopo la sua ora, molti docenti non si attengono a questa disposizione, molti dimenticano di far alzare le sedie e in questo caso la conseguenza è terribile: gli addetti dell’agenzia di pulizie non puliscono per contratto le aule in cui le sedie non sono state sollevate!

…sulla puntualità…

La puntualità è fondamentale, più nella forma che nella sostanza. I docenti arrivano presto e anche noi, prese dall’ansia di essere etichettate come ‘italiane sempre in ritardo’ siamo state puntualissime…il giorno dello sciopero dei mezzi pubblici siamo arrivate prima dei colleghi tedeschi 😉

…sulle chiavi…

Ansia in crescita esponenziale sulla gestione delle chiavi che il preside dell’AEO ci ha gentilmente prestato per il periodo di permanenza all’AEO. Tutti i docenti ne possiedono una copia per aprire aula insegnanti, aule e servizi igienici. Le mie colleghe, Silvia e Antonella, decidono che la devo custodire io…ma che ansia! Ogni volta che ce la scambiamo durante le pause per andare alla toilette, qualcuno ci ripete di stare molto attente a non perderla. Scopriamo addirittura che loro versano una quota assicurativa che li copra nel caso di smarrimento o furto!!! L’ansia cresce…tutti pomeriggi quando rientriamo nel nostro appartamento la prima cosa che faccio è di aprire la cassaforte e murare le chiavi…un incubo… Annalisa

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